La medicina del futuro

scritto il 31 agosto 2011 da WebMaster |  nessun commento

Fonte: La Stampa
Autore: Alberto Magnetti

Una nuova pubblicazione del Premio nobel per la medicina Luc Montagnier e colleghi italiani apre nuovi orizzonti sui meccanismi d’azione della medicina omeopatica.

“La medicina del futuro”. Così David H. Freedman intitola il suo articolo che parla di omeopatia, agopuntura e altre medicine non convenzionali su “The Atlantic”. Il giornalista della testata statunitense sostiene che, pur non avendo riscontri scientifici sufficienti a negare l’effetto placebo, queste medicine “fanno star meglio molte persone e sempre più medici sono pronti ad accoglierne alcuni principi”. Nonostante la grande quantità di lavori scientifici a sostegno di agopuntura e omeopatia si continua a proporre l’ipotesi dell’effetto placebo per motivare i successi clinici e la continua crescita di attenzione da parte della popolazione mondiale per queste medicine.

Ma la recente pubblicazione di un importante lavoro su una delle riviste scientifiche più prestigiose al mondo fa pendere la bilancia a favore dell’omeopatia.

Il Journal of Physics, ha infatti pubblicato il lavoro di ricerca “DNA, waves and water” condotto da due gruppi di lavoro, il primo francese, coordinato da Luc Montagnier, Premio Nobel per la Medicina, con Lavallè e Aissa, e il secondo italiano, coordinato dal fisico Emilio Del Giudice, (IIB, International Institute for Biophotonics, Neuss, Germany) con Giuseppe Vitiello (Fisico teorico del Dipartimento di Matematica ed Informatica, Università di Salerno) e Alberto Tedeschi, ricercatore (White HB, Milano).

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L’Acqua biologica portatrice di dati adesso sappiamo come il DNA ci parla

scritto il 31 agosto 2011 da WebMaster |  nessun commento

Fonte: Corriere della sera
Autore: Mario Pappagallo

C`è acqua nell`universo, prevale sul pianeta Terra dove è fondamentale per la vita. Dentro e attorno a noi c`è acqua. Il corpo di un bambino ne è costituito per l`8o%, quello di un adulto per il 6o, nell`anziano scende al 45. E il cervello è l`organo che ne ha di più (85%): galleggia nel liquido. Così come, all`inizio della vita, il feto cresce galleggiando nel grembo materno. All`interno delle strutture biologiche, poi, la si trova sia come molecola sia in forma combinata.

Scoprire allora che l`acqua «registra» le onde a bassa frequenza del Dna, le «memorizza» e le trasmette in un certo senso «amplificandole» apre importanti prospettive. Scoperta fatta da ricercatori italo-francesi in uno studio pubblicato su una delle riviste di fisica più prestigiose, il Journal of Physics.

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