Acqua Olografica

scritto il 30 gennaio 2010 da Dr. Elio Sermoneta |  2 commenti  

Autore: Gruppo di Ricerca del Dr. Elio Sermoneta per le Applicazioni WHITE®

La qualità dell’acqua è un fattore molto importante nella medicina oscillatoria ed ha richiesto una ricerca particolare.

Quanto segue è la modalità in cui tale ricerca è stata condotta.

Nell’ambito delle tecniche terapeutiche utilizzate dal Dr. Elio Sermoneta e delle applicazioni WHITE® di Alberto Tedeschi si è dovuto prendere in esame le caratteristiche delle acque che venivano utilizzate. Tale necessità appariva di notevole importanza in quanto è appunto l’acqua il veicolo dell’informazione elettromagnetica proveniente dai minerali e da altre fonti.

Da un punto di vista di fisica quantistica, come molti sanno, nell’acqua si formano dei cosiddetti “clusters” composti da molecole che oscillano con la medesima frequenza. Tali aggregati possono essere molto coerenti e quindi quasi o del tutto impenetrabili ad informazioni oscillanti ad una diversa frequenza. Pertanto in tali condizioni un segnale di questo tipo può permeare soltanto gli spazi tra un cluster e l’altro con il risultato che l’acqua in questione diventa solo parzialmente informabile.

La valutazione dell’efficacia, anche terapeutica, di una acqua e della relativa capacità di memorizzare una informazione è pertanto quella di essere il più possibile priva di domini di coerenza elettromagnetica. La ricerca pertanto si indirizzò subito sulle acque aventi la predetta caratteristica.

Premesso che tutti gli esperimenti e le verifiche si basano su test kinesiologici o utilizzando strumenti di radioestesia, si presero in esame le cosiddette “acque sacre” o acque dei santuari. Tali acque, come è noto, possono essere molto salutari ed anche chimicamente valide e vennero pertanto valutate su dei parametri arbitrari fissi per stabilire quale di esse poteva fungere da veicolo idoneo a memorizzare e supportare un segnale elettromagnetico stabilito.

Si convenne che la caratteristica ottimale che l’acqua dovesse avere, cioè la capacità di conservare nella maniera più totale l’informazione, fosse denominata “olograficità” in analogia ai segnali visivi detti “ologrammi”. Come tali segnali permeano tutta la superficie del relativo supporto, tanto che un frammento del supporto stesso conserva in memoria tutta l’informazione originale, così l’acqua olografica doveva avere la capacità di conservare nella maggior parte del suo volume un segnale elettromagnetico voluto.

Risultò subito evidente che le predette acque sacre potevano essere potenzialmente olografiche e comunque avevano in maggiore o minore misura delle qualità fisiche migliori delle acque comuni nonché la relativa capacità di conservare l’informazione era decisamente superiore ma che tale capacità veniva notevolmente diminuita dalla circostanza di sgorgare in luoghi di culto e pertanto in presenza di forti segnali mentali prodotti da fedeli e visitatori. Divenne pertanto indispensabile provvedere alla “diseccitazione” delle acque stesse, vale a dire ridurre od eliminare interamente tutta la sovrapposizione mentale e quant’altro vi fosse memorizzato.

A tale scopo venne in aiuto la Piastra WHITE® realizzata da Alberto Tedeschi tramite la quale la diseccitazione fu resa possibile. L’operazione consiste nel mettere un bicchiere d’acqua comune sulla Piastra e dopo qualche minuto accostare il contenitore dell’acqua da diseccitare. Dopo un certo numero di minuti, variabile a seconda del tipo di acqua, quest’ultima acqua si purifica, nel senso che la sovraeccitazione si trasferisce nell’acqua contenuta nel bicchiere. L’acqua del bicchiere ovviamente si elimina e quello che resta è l’acqua allo stato nativo e cioè “olografica”.

Tutte le acque prese in esame, e tra queste anche l’acqua di Lourdes, avevano dei parametri:

fissati in modo convenzionale da 1 a 20 – con valori che variavano da 10 a 20.

Dopo la diseccitazione le stesse acque non risultavano più testabili, vale a dire che i parametri tendevano a infinito. Tale circostanza, ovvero l’impossibilità di attribuire un valore in una scala di parametri, si stabilì dovesse essere la caratteristica cercata ossia la “olograficità”.

Da quel momento pertanto tutti i rimedi e le varie applicazioni relative hanno avuto come supporto l’acqua olografica dove il segnale elettromagnetico immesso poteva permeare tutto il volume dell’acqua stessa senza la presenza disturbante di altre informazioni. In tale maniera i rimedi medesimi risultarono più sicuri ed efficaci.

Commenti

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  1. franco scrive:

    ma la presenza stessa degli operatori e la sucessiva operazione di informazione dell’acqua (come rimedio) per la quale operazione credo sia necessario la presenza umana, non determinava di per se stessa un ‘informazione?
    grazie

  2. Angela Pascolat scrive:

    Essendo in possesso da anni di una piastra e non avendone compreso il valore in passato vorrei sapere se la sua utilità potrebbe essere compromessa col passare del tempo o se ancora funzionante

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