La risposta adattativa del nostro organismo

scritto il 30 gennaio 2010 da Dr. Elio Sermoneta |  un commento  

La capacità di adattarsi del nostro organismo alle diverse condizioni ambientali e alle modificazioni metaboliche date dall’attività di organi ed apparati, si manifesta attraverso i riflessi fisiologici.

Il mantenimento dell’omeostasi cioè dell’equilibrio fisiologico di tutte le funzioni vitali, avviene per l’azione di un controllo centrale, i neuroni cerebrali, con un complesso meccanismo afferente, al cervello, tramite cellule specializzate, i recettori, che inviano informazioni al S.N.C. -Sistema Nervoso Centrale-.

I recettori localizzati sia sulla superficie cutanea che all’interno dell’organismo sono cellule specializzate nel recepire stimoli, come calore, pressione, puntura ecc. ed anche variazioni dello stato funzionale di organi ed apparati. L’elaborazione dei dati ricevuti ininterrottamente dalla periferia del sistema nervoso viene elaborata a livello cerebrale e la risposta si manifesta con una modulazione dei riflessi che predispongono l’organismo ad un adattamento per mantenere le migliori condizioni di vita. I recettori si comportano come trasduttori poiché cambiano uno stimolo, ad esempio pressorio o calorifico in un impulso elettrico modulato in ampiezza e frequenza.

Ma non sono solo gli stimoli materiali a provocare reazioni riflesse. Anche stati d’animo, emozioni, pensieri di gioia o di dolore, cioè tutta l’attività psichica con le sue motivazioni, le sue emozioni e i suoi desideri sono stimoli che fanno variare riflessi come la frequenza cardiaca, la sudorazione, l’impedenza cutanea ecc.

I riflessi fisiologici sono automatici e non sono controllabili con la volontà.

Mentre possiamo evocare e registrare vari riflessi sotto uno stimolo volontariamente provocato da un operatore appositamente preparato.

Un riflesso che possiamo utilizzare per interrogare lo stato di funzionalità di organi e apparati è quello del tono muscolare. Il tono muscolare è modulato in base alle richieste funzionali, allo stato di salute ed efficienza dell’organismo in generale, ed anche allo stato d’animo del momento.

Situazioni di stress, di ansia, depressione, pensieri negativi di sfiducia e preoccupazione per il futuro piuttosto che di positività di fronte alla vita abbassano il tono muscolare. Però dal tono muscolare dipende la contrazione muscolare volontaria che di conseguenza può venire rinforzata o penalizzata (è noto che lo scoramento fa cadere le braccia). È quindi possibile valutare queste variazioni del tono di un gruppo di muscoli attraverso manovre di resistenza sia del tono stesso che della relativa forza di contrazione muscolare volontaria.

Al riguardo è stata sviluppata fin dai primi decenni del novecento una metodica sistematica di testaggio di singoli gruppi muscolari posizionando opportunamente il corpo e gli arti. La particolarità del sistema riflessologico di essere totalmente sotto controllo del S.N.C. fa si che evocando con appropriate domande riguardanti funzioni organiche che a stati d’animo, relativi ad atteggiamenti assunti di fronte alla vita (frutto del vissuto di una persona), è possibile raccogliere informazioni estremamente accurate che ci permettono di arrivare a formulare un quadro il più completo possibile delle cause fisiche psichiche e motivazionali della persona esaminata.

Secondo il parere e le ricerche dei neuro-scienziati la capacità della memoria cerebrale di mantenere dati e ricordi è molto alta (2,8·1020). Ma nello stato di veglia siamo in grado di accedervi solo per il 5%. Altrettanto è per quanto riguarda la totalità della coscienza.

Quindi interpretare attraverso reazioni fisiologiche involontarie, risposte a domande sullo stato di salute fisica o sul vissuto emozionale del paziente, rappresenta una possibilità in più nella formulazione della diagnosi ed anche della terapia.

Il nostro cervello riceve stimoli informativi dagli organi di senso. Ma tutto il processo di elaborazione, di valutazione e di risposta è pesantemente condizionato dal sistema emozionale. Ogni pensiero ed azione sono costantemente vissuti emozionalmente.

Il cervello funziona come una network. L’attività programmatica ed elaborativa e il controllo esecutivo situato a livello dei lobi frontali è sempre strettamente connesso con il sistema limbico, emozionale. Si può facilmente ipotizzare quanto possono essere quindi significativi sulla salute fisica pensieri e stati d’animo di una persona.

Altre particolarità del cervello, oltre la memoria e le capacità cognitiva sono:

  • una percezione di segnali che ci giungono dai campi elettro-magnetici emanati dalla conformazione atomica delle materie che compongono la materia (la chiamiamo comunemente sensazione che avvertiamo tra diversi materiali);
  • la vera e propria percezione delle persone e degli ambienti nei quali viviamo.

Quindi la percezione non è solo relativa ai cinque organi di senso ma a tutte le vibrazioni che sono il risultato dell’attività elettrogenetica delle cellule che compongono l’organismo, e quindi dei campi elettromagnetici che vengono emessi e registrati dal cervello.

Per questa attività elettrogenetica dei neuroni cerebrali, ed anche di tutte le cellule organiche si hanno campi elettro-magnetici fisiologici che si irradiano su tutto l’organismo, e, che sono rilevabili sulla cute con apparecchiature che misurano l’impedenza, cioè la corrente prodotta dalle cellule ed anche il loro campo elettromagnetico.

Il cervello è sensibile a campi elettromagnetici ultra deboli e in particolare a bande di frequenza che rientrano nella sfera biologica. L’incontro e le relazioni tra le persone sono entro gli ambiti di questa sensibilità cerebrale. Vale a dire che, quando incontro una persona o entro in ambiente che non mi è famigliare, la percezione positiva o negativa dipende da ciò che il mio cervello, cioè i miei neuroni percepiscono. Il risultato è la sensazione che un luogo o una persona mi comunica, e questa determinerà la risposta del mio comportamento. Ovviamente c’è anche la valutazione dei gesti e del comportamento delle persone con le quali mi incontro che sono dipendenti dalle convenzioni e dalle usanze del luogo.

Quindi possiamo dire che:

proprietà come premonizione, sensazione, intuizione, veggenza, sensitività ecc., sono potenzionalità che ci dicono come il cervello non si limiti alle sole funzioni conosciute, come la ricezione di segnali dagli organi di senso e la loro decodificazione.

Secondo le ricerche dei fisici, il mondo è un’unità inscindibile nella quale tutte le sue parti sono interconnesse (per il teorema di BELL, cioè della simultaneità, due particelle che vibrano con la medesima frequenza, anche se sono separate da grandi distanze cambieranno la loro rotazione simultaneamente al variare di una delle due).

Queste particolarità del cervello umano, di ricezione, memorizzazione elaborazione e apprendimento avvengono automaticamente, e sono tanto più evidenti a livello conscio quanto più la persona concentra la sua attenzione. Ma ugualmente, anche a livello inconscio avviene una registrazione di dati percettivi, introiettati e memorizzati, che colorati dalle reazioni emotive, formano il bagaglio del vissuto di una persona.

Tutti questi stimoli, endogeni ed esogeni, provocano come risposta, variazioni di quegli automatismi fisiologici che sono i riflessi.

La registrazione, clinica o strumentale di uno o più di questi riflessi, ci permette con buona probabilità di accedere alla registrazione mnemonica di una parte (quella che riguarda lo stato di salute) dei dati depositati nell’inconscio.

L’investigazione avviene per mezzo di test dall’apparenza banali ma che richiedono una preparazione attraverso un lungo esercizio di sensibilizzazione ed affinamento.

Concentrazione, ascolto delle risposte, stato di domanda senza pre-giudicare l’esito dei test, e, molta umiltà nell’accogliere risposte magari contrarie e contrastanti le nostre convinzioni.

Questa metodica analitica non è esente da errori, dovuti a difficoltà di testaggio o a insufficiente sensibilità dell’operatore nel sintonizzarsi con l’inconscio del paziente. Il paziente a sua volta non è presente solo passivamente, ma oltre ad essere consenziente deve collaborare nell’esecuzione dei test secondo le richieste dell’operatore. Inoltre non bisogna mai prendere per oro colato le risposte dei test.

Bisogna sempre, dove possibile, verificarle con esami di laboratorio e strumentali.

Ma quando ci si trova ai primi stadi di una patologia che non presenta ancora significativi segni clinici o strumentali di alterazione, i test possono essere decisivi nell’orientare il medico e metterlo in guardia nel seguire il decorso di un disturbo.

Anche prima di esami clinici e di laboratorio i test danno significative indicazioni nell’orientare il medico.

La validità dei test è misurabile statisticamente. Vale a dire che l’attendibilità di una risposta precisa ad un test eseguito in condizioni di idoneità sia dell’operatore che del paziente può arrivare oltre il 90% di veridicità. Per quanto riguarda invece la scelta di sostanze alimentari o farmacologiche e la loro posologia possiamo affermare per esperienze ripetute per due decenni che la validità è il 100%.

Cosa sottostà a questi risultati che hanno dello stupefacente? La causa risiede nella proprietà dei neuroni cerebrali che hanno una altissima sensibilità ai campi elettromagnetici ultra deboli (i neuro-scienziati dicono dell’ordine del miliardesimo di volt). La percezione si avvale di stimoli informativi che ci giungono dalle persone e dall’ambiente circostante.

Vibrazioni che vengono recepite dal cervello e provocano modificazioni fisiologiche ed emotive riscontrabili anche con le strumentazioni convenzionali quali E.E.G., E.C.G., e tutte le misurazioni dell’impedenza cutanea e dell’increzione ormonale ecc.

L’uomo è lo strumento di misura.
Il miglior strumento l’abbiamo addosso.
Occorre educarlo ed esercitarlo.

È un apprendimento che si impara col tempo ed esercizio, pazientemente.

Cosa ricercare nella visita preliminare?

Vari fattori concorrono allo stato psico-fisico di una persona. Il patrimonio genetico. Le influenze educative che formano la base psico-spirituale. Il contesto esistenziale attuale. Il bagaglio di esperienza accumulate negli anni di vita con tutti gli avvenimenti che hanno segnato l’ animo di una persona.

Il patrimonio genetico non si riferisce solo alla madre e al padre, ma comprende anche i nonni paterni e materni. Ognuno di noi porta in sé percentuali dell’uno e dell’altro, più un quid di originalità propria.

Per una cura che non vuole limitarsi ai disturbi fisici ma si rivolge alla persona nel suo complesso, fisico psichico e motivazionale e che deve tenere conto anche del contesto sociale in cui è inserita, le informazioni relative agli aspetti sopra descritti sono fondamentali.

C’è una correlazione stretta tra le doti ricevute geneticamente, l’educazione, soprattutto dei primi anni di vita, e le motivazioni che danno valore all’esistenza, e l’esperienza vissuta nel contesto famigliare e sociale. In particolare e più specificamente il senso religioso.

Il mistero della nostra vita, malgrado le conquiste delle scienze umane, è più fitto che mai. Sappiamo già molto di come siamo fatti e di come è fatto il mondo, ma da dove veniamo e dove andiamo dopo la brevità dell’esistenza umana è solo frutto di fede in credenze religiose o in concezioni che trascendono il tempo della nostra esistenza sulla terra. Nessuno può evitare domande che si rifanno ad interrogativi di fondamentale importanza.

Le risposte che ciascuno di noi da consciamente o inconsciamente determinano i nostri atti, le nostre aspirazioni e le nostre speranze. Inoltre il bagaglio o sistema di credenze che inevitabilmente ci troviamo costruito dal vissuto personale determina inesorabilmente lo spirito col quale ci relazioniamo con noi stessi, con gli altri e col mondo. Lo spirito che ciascuno di noi manifesta, spesso a sua insaputa, che come abbiamo detto è il risultato di ciò che crediamo valido e importante per vivere, contribuisce notevolmente al mantenimento di uno stato d’animo più o meno felice, e che malgrado le difficoltà, le seccature e i dispiaceri che la vita propina a ciascuno di noi, ci permette di considerare valido e positivo il vivere stesso.

Questo spirito che anima e che sorregge il procedere dell’esistenza ha una influenza determinante sullo stato di salute psichica prima e di conseguenza fisica poi. Prendere coscienza delle motivazioni che guidano e determinano i nostri progetti e le nostre aspettative è fondamentale anche per la cura della salute fisica.

Per ottenere le informazioni necessarie per formare un quadro il più preciso ed esauriente possibile ci avvaliamo di:

  • un dialogo di approccio e preparazione del paziente ai test;
  • una sequenza sperimentata di test la cui veridicità è da verificare con prove di laboratorio e strumentali;
  • la formulazione di un quadro il più completo possibile della persona fisica e della personalità psico-spirituale (cioè delle motivazioni di vita che influenzano direttamente in comportamenti fisio-biologici) della persona esaminata.

L’incontro e il dialogo tra operatore e paziente sono indispensabili per stabilire quel rapporto di fiducia e stima reciproca che favorisce, con l’assenso del paziente, nello svolgimento degli incontri, il lavoro di approfondimento necessario per la comprensione delle cause remote dei disturbi.

I disturbi della salute fisica quasi sempre hanno cause remote situate nell’inconscio di una persona, quindi agiscono a sua insaputa.

se vuoi la salute del corpo cura l’anima – Ippocrate.

Commenti

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  1. Laura Castelli scrive:

    Ho letto con profondo interesse l’articolo trovando spiegazioni esaurienti a mie sensazioni sviluppate nel corso degli anni . Da molto tempo ormai non mi accontento dell’apparenza delle cose e anche sul piano corporeo sono in costante ricerca di visioni diverse, di spiegazioni su altri piani, emozionali spirituali. Quindi, quanto il dr. Simoneta dice a proposito
    dell’enorme importanza di una percezione libera , aperta e protesa a sentire chi ci è davanti, nel caso specifico, un paziente, con risorse diverse e con grande sensibilità mi trova entusiasticamente d’accordo .
    La sua lunga ricerca, le molteplici conoscenze ed esperienze e quanto sta facendo nell’uso di metodiche nuove ed affascinanti per cercare di riportare l’uomo alla sua unità

    originaria e alla ricerca del senso della sua vita.
    Sono felice che ci sia e lo ringrazio . Cercherò di conoscerlo appena possibile .
    Qualche giorno fa ho cominciato a scrivere un commento ma ero sul cell. e quindi ho desistito, non pensavo che fosse partito

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