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La Stampa: Perché Montagnier crede alla memoria dell’acqua

scritto il 25 aprile 2012 da WebMaster |  nessun commento

Quali super-poteri nasconde l’acqua? Il liquido che ricopre gran parte della Terra e forma il 90% delle molecole del nostro corpo ha ancora molti segreti. L’articolo «DNA waves and water», pubblicato nel 2011 dal «Journal of Physics», ha lanciato un sasso nello stagno e da allora la discussione non ha fatto che intensificarsi, perché non solo offre nuove prospettive sulla controversa questione della «memoria dell’acqua», ma va oltre.

Lo studio italo-francese afferma che -in determinate condizione e a precise diluzioni- una provetta d’acqua contenente DNA emetta dei segnali elettromagnetici che possono essere rilevati, digitalizzati e trasfessi, fino a generare un «calco fantasma» in un’altra provetta, contenente acqua pura, e mai entrata in contatto con la prima. E l’impronta, una volta aggiunti gli «ingredienti» necessari (i nucleotidi), può ricreare nuovo DNA, uguale al 98% a quello originario.

Luc Montagnier, Nobel per la Medicina 2008 e primo firmatario del lavoro, sta ora sviluppando nuovi sistemi diagnostici per malattie croniche o virali come l’AIDS che, «informando» l’acqua del corpo, emetterebbero segnali caratteristici e rilevabili. Il contributo italiano è invece affidato ai fisici Emilio Del Giudice e Giuseppe Vitiello, che affrontano il quadro teorico di un fenomeno che potrebbe addirittura innescare una rivoluzione: la biologia ha anche una base elettromagnetica e non solo chimica?

La trasmissione a distanza delle proprietà steriochimiche del DNA è contraddetta dal dogma secondo il quale ogni effetto biochimico dev’essere indotto da un principio attivo: qui, invece, si è in presenza di effetti indotti solo da deboli segnali elettromagnetici, mediati dall’acqua e dalla porzione di campo elettromagnetico terrestre nota come «risonanza Schimann». Secondo i fisici italiani, questi dati sorprendenti sono spiegabili con il concetto di coerenza della «Teoria dei campi quantistici»: se in un sistema quantistico i componenti fluttuano ognuno con la propria fase, in un insieme di milioni di molecole queste fasi individuali tendono a correlarsi in un’unica fase, dando luogo al «dominio di coerenza» che può presentare caratteristiche inedite, come nel caso della luce laser.

In attesa di risposte definitive è comunque noto che l’acqua nei sistemi viventi è diversa da quella del rubinetto: costretta tra le pareti cellulari, forma strutture che possono produrre specifiche funzioni biologiche, come la fotosintesi. Grazie alla sua doppia natura, in parte coerente e in parte no, favorisce l’auto-organizzazione degli organismi e degli ecosistemi.

Ma l’acqua non ha solo la capacità di conservare le informazioni: «Per fortuna sa anche dimenticare -commenta Vitiello, fisico all’Università di Salerno-. Se così non fosse, avremmo un cristallo, inutile per la vita».

Articolo di Cinzia Di Cianni pubblicato del quotidiano «La Stampa» in data 11 aprile 2012.

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