L’Acqua biologica portatrice di dati adesso sappiamo come il DNA ci parla

scritto il 31 agosto 2011 da WebMaster |  nessun commento

Fonte: Corriere della sera
Autore: Mario Pappagallo

C`è acqua nell`universo, prevale sul pianeta Terra dove è fondamentale per la vita. Dentro e attorno a noi c`è acqua. Il corpo di un bambino ne è costituito per l`8o%, quello di un adulto per il 60, nell`anziano scende al 45. E il cervello è l`organo che ne ha di più (85%): galleggia nel liquido. Così come, all`inizio della vita, il feto cresce galleggiando nel grembo materno. All`interno delle strutture biologiche, poi, la si trova sia come molecola sia in forma combinata.

Scoprire allora che l`acqua «registra» le onde a bassa frequenza del Dna, le «memorizza» e le trasmette in un certo senso «amplificandole» apre importanti prospettive. Scoperta fatta da ricercatori italo-francesi in uno studio pubblicato su una delle riviste di fisica più prestigiose, il Journal of Physics.

Titolo del lavoro: DNA, waves and water. Il Dna è in grado di emettere e di trasmettere segnali elettromagnetici di bassa frequenza in soluzioni acquose altamente diluite, le quali mantengono poi «memoria» delle caratteristiche del Dna stesso. Lo studio porta l`autorevole firma di un premio Nobel per la medicina, Luc Montagnier. Con i biologi francesi Lavallè e Aissa e un team di fisici italiani: Emilio Del Giudice (International Institute for Biophotonics, di Neuss in Germania), Giuseppe Vitiello (fisico teorico del Dipartimento di matematica ed informatica dell`Università di Salerno) e Alberto Tedeschi (White Hb di Milano). Quali prospettive si aprono? Innanzitutto, si potranno sviluppare sistemi diagnostici finora mai progettati, basati sulla proprietà «informativa» dell`acqua biologica presente nel corpo umano: malattie croniche come Alzheimer, Parldnson, sclerosi multipla, artrite reumatoide, e le malattie virali, come Hiv-Aids, influenza A ed epatite C, «informano» l`acqua del nostro corpo (acqua biologica) della loro presenza, emettendo particolari segnali elettromagnetici che possono, essere poi «letti» e decifrati.. Poi, nuove prospettive di cura: intervenendo sulla «memorizzazione» da parte dell`acqua dei segnali elettromagnetici di principi farmacologící in essa diluiti, si potrà diminuire di molto la quantità di principio attivo efficace e anche il rischio di effetti collaterali. Concetti che ricordano la medicina omeopatica e omotossicologica.

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