Le problematiche dell’Anima

scritto il 30 gennaio 2010 da Dr. Elio Sermoneta |  2 commenti  

Quando nella pratica medica si porrà attenzione alle problematiche dell’anima e il medico, consapevolmente, considererà quello spazio interiore che connota l’io dell’individuo e la sua esperienza esistenziale conducibili ai molteplici stati d’animo, tanto noti a tutti, di inquietudine, disagio, insoddisfazione, ricerca di pace interiore, sicurezza del presente e del futuro?

L’attenzione che viene costantemente rivolta alle cose da fare… il nostro trafficare, per obbligo e per necessità.

La tensione nel fare al più presto, per essere liberati dagli impegni… e godere di una sospirata libertà… illusoria. Avere un tempo libero che spesso viviamo nella noia. Domande che si ripetono quotidianamente: cosa facciamo? dove possiamo andare? Come possiamo trascorrere il tempo “libero”?

L’ansia per il tempo che è o troppo breve o è troppo lungo.

Il presente è insoddisfacente, il futuro incerto.

Quali progetti: di cose da fare, e guadagnare o di vita da vivere?

Una carenza da colmare con più cose da possedere, è in genere l’orientamento dei più. Se non ci fossero la necessità materiale (fame, sete, bisogni cioè materiali) e quella psicologica (bisogno di compagnia, amicizia, sesso ecc.) spesso non sapremmo cosa fare e cosa farcene della nostra vita.

Su che cosa si appoggia la progettualità di vita delle persone? Se non si ha un orientamento chiaro e consapevole, saremo inevitabilmente succubi di motivazioni non volute che influiranno sulla vita a nostra insaputa.

Già ma come formulare almeno un abbozzo di progetto per non disperdere energie ed esperimentare una vita più soddisfacente?

La domanda che sorge spontanea è: cosa cerchiamo veramente?

Oppure: è possibile essere soddisfatti di una vita che abbia esaurito il nostro interesse esistenziale in quanto priva di scoperte ed esperienze che apportino la novità di nuovi orizzonti?

Ma a qualcosa e per qualcosa bisogna pur aderire! O a qualcuno! Qualcosa che muova le nostre energie. Un movente!

Se non c’è un movente coscientemente voluto allora sarà nell’inconscio!

I moventi o intenzionalità profonde sono quelli che determinano il nostro comportamento, le nostre scelte e il nostro agire.

Quanto siamo consapevoli e quindi liberi dal condizionamento inconscio interiore?

E il condizionamento inconscio, interiore, quanto influisce sulla nostra salute fisica e mentale?

Questi brevi accenni riguardano problematiche che sono presenti costantemente e quotidianamente nelle persone, in tutti noi.

E questo quando stiamo discretamente bene! Infatti tutti hanno fatto esperienza di ansie, stati di agitazione interiore che sfociano in stati depressivi, e, a volte in senso di disperazione.

Troppo facilmente questi disagi vengono etichettati come debolezze o anomalie di crescita o a momenti particolari o passeggeri. E gli interventi “terapeutici” troppo facilmente si risolvono con gli psico farmaci.

Lo spazio interiore dell’anima è quello che caratterizza e specifica individualmente ogni persona.

Ognuno di noi è determinato dal luogo, dalle persone che hanno influito sulla nostra crescita, e dalle esperienze vissute, oltre che, dal patrimonio genetico ricevuto. Tutto questo costruisce modi di sentire, di concepire, di prospettare la propria vita nel futuro. Il nostro vissuto precedente è il materiale con il quale orientiamo l’intenzionalità creativa della nostra vita.

Pressati da evidenze incontrovertibili come l’incertezza del futuro anche prossimo, la brevità della vita e la sua sicura estinzione nella morte, cerchiamo di costruire provvisori spazi di benessere, cercando di non pensare a quello che ci potrebbe capitare… ai guai che comunque capitano sempre nella nostra vita.

Ma cosa è per ognuno di noi la VITA, intimamente, e come e cosa si manifesta nella realtà dell’esistenza personale?

Le convinzioni che costruiamo dentro e che affermiamo con espressioni ragionate sono risultato della nostra personale esperienza?

Il vissuto!

Dire vissuto significa condensare in questa parola incontri, azioni, relazioni, con i dialoghi e le risposte avute alle domande che la nostra capacità di consapevolezza si è posta. Le azioni che abbiamo compiute sono dovute a necessità e desiderio, convinti di soddisfare i bisogni che sentivamo.

I bisogni!

Bisogno di cibi, di compagnia, di considerazione e di affetto ecc. Anche i luoghi nei quali abbiamo trascorso momenti di vita significativi. Certo tutto questo. In tutto questo ci stanno le sensazioni, le consapevolezze e quindi le convinzioni che formano il bagaglio di esperienza che abbiamo accumulato, e che fanno parte della personalità propria di ciascuno. Tutto questo è stato detto ed è risaputo. Ma ne teniamo veramente conto?

Come avviene o meglio cosa avviene nell’animo durante questi lunghi e pochi, anni della nostra vita?

Cosa veramente sperimentiamo per essere o diventare quello che siamo o che potremmo essere?

Quello che proviamo dentro, nel nostro io interiore. Quello che ci sembra di percepire all’interno della nostra esistenza personale, ciò che poi interpretiamo della realtà che ci circonda. E quanto è vero?

Cosa è veramente importante da essere motivo di vita?

Ormai si sa che il reale non corrisponde alla sua verità. Che la materia è un concentrato di energia e che c’è più vuoto che pieno nel cosmo e nella materia. Che c’è una oggettività troppo mescolata con una soggettività.

Questa nostra coscienza di esistere che ci accompagna ossessivamente e dalla quale molti di noi cercano di evadere. E il vuoto pieno di silenzio della natura, alla cui presenza sentiamo comprimere ancora di più l’anima sulla grande domanda dell’esistenza. Perchè?

Vari e opposti sentimenti percorrono l’animo. Gratitudine e meraviglia. Angoscia e paura. Gioia e soddisfazione. Ansia e timore.

Soprattutto, incertezza del futuro prossimo e della morte che sappiamo sicura. Cosa ci circonda attorno a noi se già noi siamo cosi sensibili da avvertire gli stati d’animo degli altri e di percepire analoghe sensazioni del ”mondo” interiore.

Questo bisogno di trovare significati che diano senso e valore al nostro esistere. Siamo spinti dal bisogno di una misura che colmi l’aspettativa desiderata.

Intanto percepiamo una realtà che all’indagine razionale si manifesta più complessa e misteriosa di quel che sembra alla vista dei sensi corporei.

Forse l’inizio della soluzione sta in una ricerca.

Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta. (Platone)

Una ricerca presuppone sapere la direzione da prendere.

Per fare una ricerca importante come questa bisogna essere determinati e prestare molta attenzione… agli avvenimenti, esterni e alla loro ripercussione interiore.

Ma anche definire chiaramente l’obbiettivo!

E cercare le fonti di informazione.

Chi ti istruisca e ti chiarisca le idee e le applicazioni.

Perché occorre sperimentare per verificare.

Senza esperienza personale non si costruisce nulla. Ma l’esperienza serve per verificare le ragioni per le quali la direzione del cammino risulta valida all’obbiettivo.

Ci vuole tempo, applicazione. Impiego di energie. Occorre disciplina.

Senza lasciarsi distrarre da altri interessi poiché la posta in gioco è alta. Ne va della vita.

Il nostro interiore è alimentato dai sensi corporei ma non solo. La percezione è sorpratutto sottoposta alla selezione dei condizionamenti e delle convinzioni che si sono formate nel corso degli anni. Ma la percezione non è solo sensoriale. E poi ognuno percepisce con sensibilità personali…

Commenti

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  1. anna scrive:

    Salve, vorrei sapere dove posso trovare l’acqua informata a Roma, grazie Anna

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