Memoria dell’acqua – Energie elettromagnetiche e di informazione

scritto il 9 aprile 2012 da WebMaster |  un commento  

Per capire teoria ed esperimenti innovativi in vero quello che dovremmo cambiare non è la memoria dell’acqua, ma la nostra memoria che spesso ci impedisce di capire ciò che la natura creativa con tutta evidenza ci permette di comprendere, se il nostro cervello non fosse condizionato da vecchie ed obsolete cognizioni. (Paolo Manzelli, Direttore di Lre/Ego-CreaNet, Università di Firenze)

La mancanza di una teoria biologica che correli le due principali forme di energia (elettromagnetica e di Informazione) ci ha portato a ritenere che solo il Dna contenga informazione per la sua particolare codificazione delle sequenze proteiche. Tale concezione che conduce a considerare che l’informazione genetica sia una casualità peculiare non prende in minima considerazione il rapporto complementare tra l’Acqua e la Vita e cioè la relazione più completa tra forma ed Informazione.

Sappiamo che il Dna non può mantenersi né riprodursi se non e immesso in una soluzione acquosa, ciò in quanto l’acqua con i suoi legami a ponte di idrogeno sostiene e rende stabile la ricostruzione del Dna mediante un interscambio ad elevata frequenza dei «ponti ad Idrogeno». Inoltre l’interazione di ciascuna base delle 4 che generano le sequenze del Dna è diversa per ciascuna delle basi e tali interazioni possono essere comunicate e recepite a distanza come segnali di comunicazione all’interno della cellula per coordinare le attività tra Dna ed enzimi proteici, ovvero per programmare la «apoptosi» delle cellule mediante lo scambio di comunicazioni a distanza tra Dna Nucleare e Dna Mitocondriale.

Più di recente un esperimento condotto dal Premio Nobel per la Medicina (2008) Luc Montagnier (lo scopritore del Virus Aids) ha comprovato che alcune sequenze di Dna possono indurre segnali elettromagnetici di bassa frequenza a distanza in soluzioni acquose altamente diluite, nelle quali per la successiva aggiunta dei componenti elementari del Dna, viene a riprodursi per induzione di risonanza a distanza l’esatta struttura del Dna.

Già gli esperimenti sull’acqua attivata del prof Giorgio Piccardi (1962), portavano a riconoscere che l’acqua nelle temperature dove e possibile la vita va considerata un quasi-cristallo capace di assumere alcune specifiche conformazioni che potevano essere «attivate» da campi elettromagnetici producendo peculiari proprietà di «memoria».

Per capire teoria ed esperimenti innovativi in vero quello che dovremmo cambiare non è la memoria dell’acqua, ma la nostra memoria che spesso ci impedisce di capire ciò che la natura creativa con tutta evidenza ci permette di comprendere, se il nostro cervello non fosse condizionato da vecchie ed obsolete cognizioni.

Fonti

Commenti

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  1. Paolo Manzelli scrive:

    The DNA has a quasi-crystal structure and become ti be polarized when is open to transfer the genetic codex to RNA . This opening of DNA is also associated to movements as twisting, squeezing or stretching and this causes it to emits phonons of the vibration. So that the DNA as a quasi-cristal when become polarized produces an voltage that is proportional to the amount of the area involved in the vibration.

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