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Storia delle ricerche di frontiera sulla memoria dell’acqua

scritto il 30 gennaio 2010 da Ing. Claudio Cardella |  un commento  

Convegno: Sette anni di lavori sulle frontiere della scienza
Data: 14 dicembre 2006
Luogo: Università “La Sapienza” – Roma
Relatori: Ing. Claudio Cardella, Giuliano Preparata, Jacques Benveniste

La storia della memoria dell’acqua s’intreccia inestricabilmente con lo sviluppo dell’omeopatia moderna poiché questa presuppone quella, in assenza di un principio attivo chimicamente osservabile.

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Il moto è nelle soste

scritto il 30 gennaio 2010 da Ing. Claudio Cardella |  un commento  

Periodico: Parsifal
Data: marzo 1999 – nr. 0
Autore: Ing. Claudio Cardella

Il vecchio “Pan”, che per gli estranei era il professor Francesco Pannaria, pur avendo lasciato questa terra già da un pezzo, continua a darmi filo da torcere. D’altronde quando lo conobbi, lui aveva ottant’anni suonati e quasi novantasette quando se n’è andato lasciandomi in consegna i suoi scritti e la biblioteca. I libri non li trattava bene di certo, o forse si, perchè in fondo sono interlocutori in lingua scritta.

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Considerazioni sul meccanismo d’azione del rimedio omeopatico

scritto il 30 gennaio 2010 da Ing. Claudio Cardella |  8 commenti  

Periodico: Alba Magica
Data: luglio 2007
Autore: Ing. Claudio Cardella

Occorre innanzitutto spiegare brevemente in cosa consiste e come viene elaborato un rimedio omeopatico.

Nel caso più comune, che è quello delle centesimali hannemaniane (CH), una goccia di principio attivo che può essere vegetale, minerale, animale viene diluita in 99 gocce di acqua per ottenere una diluizione del principio attivo di 1/100. Questa soluzione viene poi “dinamizzata” ossia agitata energicamente un certo numero di volte. Questa procedura di diluizione e dinamizzazione produce la prima diluizione omeopatica centesimale indicata come 1CH. Poi si prende una goccia di questa soluzione e si diluisce ancora in 99 gocce di acqua e così di seguito, sempre dinamizzando la soluzione tra una diluizione e l’altra. Otteniamo così le diluizioni omeopatiche centesimali successive alla prima, ossia 2CH, 3CH, … e così via. Quindi il rimedio omeopatico è un principio attivo che viene ripetutamente diluito nell’acqua e dopo ogni soluzione viene agitato, o “succusso”, che è il termine usato in omeopatia.

La peculiarità dell’omeopatia, su cui continuano ad accanirsi i sui detrattori, è che il principio attivo, dopo le prime tre o quattro diluizioni, non è più reperibile dal punto di vista chimico nella soluzione; ciò significa che una 4CH è chimicamente indistinguibile dall’acqua con cui è stata preparata.

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