Tag «Luc Montagnier»

 

Transduction of DNA information through water and electromagnetic waves

scritto il 10 gennaio 2015 da WebMaster |  nessun commento

The experimental conditions by which electromagnetic signals (EMS) of low frequency can be emitted by diluted aqueous solutions of some bacterial and viral DNAs are described. That the recorded EMS and nanostructures induced in water carry the DNA information (sequence) is shown by retrieval of that same DNA by classical PCR amplification using the TAQ polymerase, including both primers and nucleotides. Moreover, such a transduction process has also been observed in living human cells exposed to EMS irradiation.

These experiments suggest that coherent long range molecular interaction must be at work in water so to allow the observed features. The quantum field theory analysis of the phenomenon is presented.

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Il sapere senza confini: l’eredità del fisico Emilio Del Giudice

scritto il 14 giugno 2014 da WebMaster |  nessun commento

Fonte: il Cambiamento

La sua morte non ha interrotto quella rete di ricerche, di competenze e di intuizioni che lo avevano reso una grande mente durante la sua vita. Il fisico Emilio Del Giudice, scomparso tre mesi fa a 74 anni, ha lasciato la sua importante “eredità”, il suo lascito, una immensa mole di lavoro cui i suoi collaboratori stanno dando un seguito. E intanto la tv francese è in procinto di trasmettere un film sulle sue scoperte riguardo la memoria dell’acqua, pubblicate insieme al premio Nobel Luc Montagnier.

Dr. Elio Sermoneta da sinistra: Luc Montagnier, Giuseppe Vitiello, Emilio Del Giudice, Alberto Tedeschi

Un film sugli studi che il team di Emilio Del Giudice, insieme a Luc Montagnier, ha condotto sulla memoria dell’acqua: è quanto è in procinto di andare in onda sul canale della tv francese France 5, con interviste a Montagnier, allo stesso Del Giudice prima della sua morte, al braccio destro Alberto Tedeschi e al fisico Giuseppe Vitiello. Le riprese sono state realizzate poco più di un anno fa e la parte delle immagini non utilizzate verrà donata ai collaboratori di Del Giudice che ancora proseguono sulla strada da lui segnata.

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Un infinito vuoto per la nuova Scienza

scritto il 3 febbraio 2014 da WebMaster |  2 commenti  

Il 31 Gennaio 2014 Emilio Del Giudice (Fisico teorico, Prigogine Medal 2009) ci ha lasciato.

Non è facile scrivere un ricordo per un uomo che ha sempre comunicato un netto senso di un gioioso ed eterno presente.

Dr. Elio Sermoneta
da sinistra: Luc Montagnier, Giuseppe Vitiello, Emilio Del Giudice, Alberto Tedeschi

Emilio Del Giudice si laurea in Fisica a Napoli all’inizio degli anni ’60 del XX secolo, seguendo i suoi sogni giovanili alimentati dai libri della tradizione progressista che vedevano la scienza come avanzamento per l’umanità. Appena laureatosi e preso contatto col mondo della ricerca, fu colpito negativamente dall’imperante eccesso di tecnicismo e molto spesso ne traduceva l’aspetto concettuale con grande chiarezza, rendendolo trasparente anche ai non addetti ai lavori. Proprio per questo divenne molto popolare e amato anche al di fuori del mondo scientifico. Le sue relazioni, rigorose eppur ricche di immaginazione, grazia, ironia e saggezza, aprivano la mente e il cuore.

Negli anni settanta del ‘900, Emilio Del Giudice fu attivo nelle coeve agitazioni politiche sociali, maturando la consapevolezza che il pensiero scientifico che ogni epoca esprime è sempre in stretta relazione con le aspirazioni di cambiamento e di emancipazione sebbene contrastate dai freni della conservazione, e che il tipo di scienza che in ogni epoca è stata costruita aveva sempre strette relazioni coi sogni, le aspirazioni, le velleità della gente che l’aveva costruita e che quindi i periodi di avanzamento (o di regresso scientifico) coincidono sempre con i periodi in cui gli occhi della gente sono più aperti (o più chiusi).

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La Scienza indaga

scritto il 2 settembre 2013 da Dr. Elio Sermoneta |  nessun commento

La scienza indaga i fenomeni che si presentano alla nostra attenzione.

La scienza è esplorativa senza pregiudizi iniziali.

Avere una mentalità scientifica significa osservare e registrare i fenomeni che si presentano e si ripetono.

Lo scienziato osserva un fenomeno e si pone domande su come e perchè avviene, per comprenderne le leggi, le modalità e possibilmente l’essenza stessa.

La scienza non consiste solo nella registrazione e misurazione strumentale di un fenomeno e nella ripetitività provocata in laboratorio per accertarne la reale esistenza. Non sempre, infatti, abbiamo gli strumenti necessari per misurare effetti di fenomeni che evidenziamo nella nostra esperienza quotidiana e nella pratica di ricerca scientifica.

Osservare e porsi domande sono le condizioni necessarie per un vero spirito indagatore della realtà fisica.

Negare a priori senza prima essersi documentati su una materia -conosciuta solo per sentito dire- rivela una mentalità ristretta, incapace di uscire dagli schemi di ciò che si presume conosciuto.

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La controversa questione della memoria dell’acqua

scritto il 14 giugno 2012 da WebMaster |  un commento  

Articolo di G. Parisi (Università degli studi di Napoli Federico II)
Pubblicato su Biologi Italiani, Anno XLII – N. 1/2, Gennaio-Febbraio 2012 (Organo Ufficiale dell’Ordine Nazionale dei Biologi)

Nel lontano 30 giugno 1988 Jaques Benveniste (1935-2004), medico e immunologo francese, professore all’Université Paris-Sud, di Clamart, direttore della unità 200 dell’organizzazione di ricerca medica INSERM (Institut National de la Santé e de la Recherche Médicale), pubblicò su Nature i risultati di una ricerca compiuta in collaborazione con studiosi israeliani, italiani, canadesi. Nel lavoro, dal titolo: Human basophil degranulation triggered by a very dilute antiserum against IgE, si sosteneva che estreme diluizioni in acqua di un particolare antisiero (diluito oltre 120 volte) producevano esattamente lo stesso effetto determinato dall’antisiero in condizioni normali e cioè determinavano la degranulazione dei granulociti basofili (una classe di globuli bianchi del sangue che interviene nei meccanismi di difesa immunitaria).

Si concludeva, pertanto, che i granulociti basofili potevano essere attivati, così da produrre una risposta immunologica, da una soluzione estremamente diluita di antisiero che si poteva considerare praticamente esente da quest’ultimo. Le molecole d’acqua in qualche modo sembrava possedessero una specie di memoria degli anticorpi con cui precedentemente erano venute in contatto, cosicché anche quando anticorpi praticamente non erano più presenti in soluzione si manifestava l’effetto biologico.

Tali risultati sembravano convalidare per la prima volta su base scientifica i principi della medicina omeopatica di Samuel Hahnemann (1755-1843) secondo cui un prodotto omeopatico, diluito all’ennesima potenza, non ha più molecole del principio attivo primario, ma conserva l’informazione di quel principio.

Siffatte sconvolgenti conclusioni suscitarono l’incredulità di molti scienziati, compresi alcuni membri del comitato di controllo della rivista Nature, i quali, dopo un lungo procedimento di revisione dell’articolo, proposero che i risultati sperimentali di Benveniste dovessero essere sottoposti ad un rigoroso controllo in tre indipendenti laboratori prima di essere pubblicati.

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