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Non proprio “acqua fresca”

scritto il 29 ottobre 2014 da WebMaster |  nessun commento

Le ricerche sull’acqua procedono a ritmo serrato: oggi si parla di acqua coerente o informata e potrebbe spiegare come funzionano i rimedi omeopatici o i fiori di Bach.

Un’ottima opportunità per incontrare i ricercatori impegnati negli studi è il convegno “L’acqua e l’ambiente in prevenzione oncologica”, in programma a Erba (Como), i prossimi 14 e 15 novembre. Nel comitato scientifico anche il professor Franco Berrino. L’evento è organizzato dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT).

Siamo di fronte a una svolta: l’acqua viene ormai vista come elemento fondamentale nella trasmissione energetica e come messaggero di informazioni cellulari. Lungi dall’essere un materiale inerte si configura come il “direttore d’orchestra” delle funzioni organiche.

La giornata del 14 Novembre è dedicata al professor Emilio Del Giudice e ai suoi pionieristici studi sul ruolo dell’acqua nella materia vivente. A ricordare Del Giudice saranno presenti i suoi più stretti collaboratori:
Alberto Tedeschi, Roberto Germano, Giuseppe Vitiello, Vittorio Elia, Antonella De Ninno, Nicola Del Giudice.

Convegno aperto a tutte le professioni sanitarie e altri professionisti coinvolti nell’assistenza al paziente oncologico. Trovate la scheda d’iscrizione sul sito dell’INT nella sezione Eventi e Formazione.

È previsto il pagamento di una quota di iscrizione. Crediti ECM ai partecipanti.
Segreteria organizzativa: 02-23902802/214

Scarica il Programma completo.

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Un infinito vuoto per la nuova Scienza

scritto il 3 febbraio 2014 da WebMaster |  2 commenti  

Il 31 Gennaio 2014 Emilio Del Giudice (Fisico teorico, Prigogine Medal 2009) ci ha lasciato.

Non è facile scrivere un ricordo per un uomo che ha sempre comunicato un netto senso di un gioioso ed eterno presente.

Dr. Elio Sermoneta
da sinistra: Luc Montagnier, Giuseppe Vitiello, Emilio Del Giudice, Alberto Tedeschi

Emilio Del Giudice si laurea in Fisica a Napoli all’inizio degli anni ’60 del XX secolo, seguendo i suoi sogni giovanili alimentati dai libri della tradizione progressista che vedevano la scienza come avanzamento per l’umanità. Appena laureatosi e preso contatto col mondo della ricerca, fu colpito negativamente dall’imperante eccesso di tecnicismo e molto spesso ne traduceva l’aspetto concettuale con grande chiarezza, rendendolo trasparente anche ai non addetti ai lavori. Proprio per questo divenne molto popolare e amato anche al di fuori del mondo scientifico. Le sue relazioni, rigorose eppur ricche di immaginazione, grazia, ironia e saggezza, aprivano la mente e il cuore.

Negli anni settanta del ‘900, Emilio Del Giudice fu attivo nelle coeve agitazioni politiche sociali, maturando la consapevolezza che il pensiero scientifico che ogni epoca esprime è sempre in stretta relazione con le aspirazioni di cambiamento e di emancipazione sebbene contrastate dai freni della conservazione, e che il tipo di scienza che in ogni epoca è stata costruita aveva sempre strette relazioni coi sogni, le aspirazioni, le velleità della gente che l’aveva costruita e che quindi i periodi di avanzamento (o di regresso scientifico) coincidono sempre con i periodi in cui gli occhi della gente sono più aperti (o più chiusi).

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La Scienza indaga

scritto il 2 settembre 2013 da Dr. Elio Sermoneta |  nessun commento

La scienza indaga i fenomeni che si presentano alla nostra attenzione.

La scienza è esplorativa senza pregiudizi iniziali.

Avere una mentalità scientifica significa osservare e registrare i fenomeni che si presentano e si ripetono.

Lo scienziato osserva un fenomeno e si pone domande su come e perchè avviene, per comprenderne le leggi, le modalità e possibilmente l’essenza stessa.

La scienza non consiste solo nella registrazione e misurazione strumentale di un fenomeno e nella ripetitività provocata in laboratorio per accertarne la reale esistenza. Non sempre, infatti, abbiamo gli strumenti necessari per misurare effetti di fenomeni che evidenziamo nella nostra esperienza quotidiana e nella pratica di ricerca scientifica.

Osservare e porsi domande sono le condizioni necessarie per un vero spirito indagatore della realtà fisica.

Negare a priori senza prima essersi documentati su una materia -conosciuta solo per sentito dire- rivela una mentalità ristretta, incapace di uscire dagli schemi di ciò che si presume conosciuto.

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La controversa questione della memoria dell’acqua

scritto il 14 giugno 2012 da WebMaster |  un commento  

Articolo di G. Parisi (Università degli studi di Napoli Federico II)
Pubblicato su Biologi Italiani, Anno XLII – N. 1/2, Gennaio-Febbraio 2012 (Organo Ufficiale dell’Ordine Nazionale dei Biologi)

Nel lontano 30 giugno 1988 Jaques Benveniste (1935-2004), medico e immunologo francese, professore all’Université Paris-Sud, di Clamart, direttore della unità 200 dell’organizzazione di ricerca medica INSERM (Institut National de la Santé e de la Recherche Médicale), pubblicò su Nature i risultati di una ricerca compiuta in collaborazione con studiosi israeliani, italiani, canadesi. Nel lavoro, dal titolo: Human basophil degranulation triggered by a very dilute antiserum against IgE, si sosteneva che estreme diluizioni in acqua di un particolare antisiero (diluito oltre 120 volte) producevano esattamente lo stesso effetto determinato dall’antisiero in condizioni normali e cioè determinavano la degranulazione dei granulociti basofili (una classe di globuli bianchi del sangue che interviene nei meccanismi di difesa immunitaria).

Si concludeva, pertanto, che i granulociti basofili potevano essere attivati, così da produrre una risposta immunologica, da una soluzione estremamente diluita di antisiero che si poteva considerare praticamente esente da quest’ultimo. Le molecole d’acqua in qualche modo sembrava possedessero una specie di memoria degli anticorpi con cui precedentemente erano venute in contatto, cosicché anche quando anticorpi praticamente non erano più presenti in soluzione si manifestava l’effetto biologico.

Tali risultati sembravano convalidare per la prima volta su base scientifica i principi della medicina omeopatica di Samuel Hahnemann (1755-1843) secondo cui un prodotto omeopatico, diluito all’ennesima potenza, non ha più molecole del principio attivo primario, ma conserva l’informazione di quel principio.

Siffatte sconvolgenti conclusioni suscitarono l’incredulità di molti scienziati, compresi alcuni membri del comitato di controllo della rivista Nature, i quali, dopo un lungo procedimento di revisione dell’articolo, proposero che i risultati sperimentali di Benveniste dovessero essere sottoposti ad un rigoroso controllo in tre indipendenti laboratori prima di essere pubblicati.

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Gocce sulla pelle – L’acqua informata con minerali nella terapia medica

scritto il 3 marzo 2011 da Dr. Elio Sermoneta |  un commento  

Articolo pubblicato su Scienza e Conoscenza n. 34, ottobre/novembre/dicembre 2010

Recenti studi stanno dimostrando che le molecole d’acqua hanno la proprietà di organizzarsi in cluster o polimeri in base ai campi elettromagnetici ai quali vengono sottoposte. Queste configurazioni steriochimiche che l’acqua assume fanno si che essa diventi un trasportatore di informazioni che influenzano l’attività delle cellule dei tessuti viventi. Il professor Vittorio Elia del’Università di Napoli, il professor Emilio Del Giudice di Milano, il professor Claudio Cardella di Roma studiano da anni le particolari proprietà dell’acqua che risultano essere fondamentali per il metabolismo delle cellule organiche.

Sappiamo da tempo che noi stessi siamo costituiti per oltre il 70% di acqua extra cellulare e quasi il 90% intracellulare. Eppure lo studio sull’azione dell’acqua nei processi metabolici delle cellule e degli organismi viventi è stato a lungo ignorato. Il ricercatore giapponese Masaru Emoto ha dimostrato come l’acqua sia sensibile a stimoli sonori, vibrazionali, e persino al pensiero intenzionale di chi con essa opera.

Una molecola d’acqua funziona in modo radicalmente diverso in un organismo o in una cellula vivente rispetto a quello che accade in provetta e in modelli chimici e fisici semplificati.

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