Il moto è nelle soste

scritto il 30 gennaio 2010 da Ing. Claudio Cardella |  nessun commento

Periodico: Parsifal
Data: marzo 1999 – nr. 0
Autore: Ing. Claudio Cardella

Il vecchio “Pan”, che per gli estranei era il professor Francesco Pannaria, pur avendo lasciato questa terra già da un pezzo, continua a darmi filo da torcere. D’altronde quando lo conobbi, lui aveva ottant’anni suonati e quasi novantasette quando se n’è andato lasciandomi in consegna i suoi scritti e la biblioteca. I libri non li trattava bene di certo, o forse si, perchè in fondo sono interlocutori in lingua scritta.

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La Torre di Babele: evoluzione dei paradigmi scientifici

scritto il 30 gennaio 2010 da Ing. Claudio Cardella |  nessun commento

Convegno: L’Occidente incontra L’Oriente
Data: 11, 12 e 13 settembre 2001
Luogo: Assisi
Relatore: Ing. Claudio Cardella

Periodico: Alba Magica
Data: Gennaio 2002
Autore: Ing. Claudio Cardella

Non perdiamo di vista la Torre di Babele.

È veramente esistita, abbiamo la parola di chi l’ha vista. La vide un naufrago di un’epoca ormai sepolta che affidò il suo messaggio alla pietra nel tentativo di varcare il mare del tempo. Vi riuscì: la sua voce ci è pervenuta cristallizzata nelle tavolette cuneiformi Smith, un reperto archeologico di straordinaria importanza perché mostra il volto in ombra della Scrittura, quello nascosto come l’altra faccia della luna. Lì apprendiamo che il vero nome della torre di Babele era Etemananki, e con ogni probabilità era una grande piramide a gradini, una zigurrat, ma diversa dalle altre e molto più imponente, come ricorda Giorgio de Santillana in un suo saggio (Fato Antico e Fato Moderno – Adelphi, Milano 1985). Il racconto biblico non rende giustizia ai costruttori babilonesi, nemici giurati delle tribù nomadi al seguito di Mosé, ossia dell’autore, ed è superfluo ricordare quanto sia difficile riconoscere i meriti dei propri i nemici. A denti stretti il Profeta concede agli avversari una superiorità tecnologica: i mattoni d’argilla cotta e cementati con bitume, ancora sconosciuti agli ebrei, laggiù nella valle di Sennar erano già largamente usati nelle costruzioni. La Scrittura non fornisce ulteriori ragguagli intorno a quella gente, se non per condannarne l’empietà.

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Considerazioni sul meccanismo d’azione del rimedio omeopatico

scritto il 30 gennaio 2010 da Ing. Claudio Cardella |  5 commenti  

Periodico: Alba Magica
Data: luglio 2007
Autore: Ing. Claudio Cardella

Occorre innanzitutto spiegare brevemente in cosa consiste e come viene elaborato un rimedio omeopatico.

Nel caso più comune, che è quello delle centesimali hannemaniane (CH), una goccia di principio attivo che può essere vegetale, minerale, animale viene diluita in 99 gocce di acqua per ottenere una diluizione del principio attivo di 1/100. Questa soluzione viene poi “dinamizzata” ossia agitata energicamente un certo numero di volte. Questa procedura di diluizione e dinamizzazione produce la prima diluizione omeopatica centesimale indicata come 1CH. Poi si prende una goccia di questa soluzione e si diluisce ancora in 99 gocce di acqua e così di seguito, sempre dinamizzando la soluzione tra una diluizione e l’altra. Otteniamo così le diluizioni omeopatiche centesimali successive alla prima, ossia 2CH, 3CH, … e così via. Quindi il rimedio omeopatico è un principio attivo che viene ripetutamente diluito nell’acqua e dopo ogni soluzione viene agitato, o “succusso”, che è il termine usato in omeopatia.

La peculiarità dell’omeopatia, su cui continuano ad accanirsi i sui detrattori, è che il principio attivo, dopo le prime tre o quattro diluizioni, non è più reperibile dal punto di vista chimico nella soluzione; ciò significa che una 4CH è chimicamente indistinguibile dall’acqua con cui è stata preparata.

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La Distinzione

scritto il 30 gennaio 2010 da Ing. Claudio Cardella |  nessun commento

Per pensare l’io devo distinguerlo dal non-io – Fichte

È possibile introdurre la dualità in seno all’essere senza alterare la sua intrinseca unità?

Poichè esistono parole in tutte le lingue per esprimere il non-essere cioè il nulla, il niente, lo zero, è certo che abbiamo l’intelligenza, la nozione, l’apprezzamento del non-essere.

Non sembra lecito argomentare, “per la contraddizion del nol consente”, come fanno alcuni, che non si può rifiutare a Dio, che è l’Essere assoluto, ciò che noi abbiamo. Ossia che Egli possegga a un livello infinito -ontologico- l’intelligenza dell’essere e del non-essere, e che attraverso questa doppia -ma antitetica- intelligenza si concepisca. Tanto meno sembra lecito affermare che Dio si distingua da ciò che Egni non è attraverso l’idea del non-essere. A ben ragionare, come sapeva fare il Cusano che per primo sollevò la questione, il termine stesso di infinito non è applicabile su scala ontologica perchè è una negazione (in-finito) e dunque presuppone il concetto del limite e del finito.

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La Piastra WHITE

scritto il 29 gennaio 2010 da Alberto Tedeschi |  2 commenti  

La Piastra WHITE® -Wide Holographic Intensifier Transfer Energy- è stata realizzata dal ricercatore Alberto Tedeschi e si basa sui principi dell’elettrodinamica quantistica (QED) applicata alla biologia della materia vivente elaborata dal Prof. Giuliano Preparata e dal Prof. Emilio Del Giudice.

Il materiale di cui è costituita la Piastra, trattato con opportuni procedimenti, è in grado di rappresentare la configurazione elettrodinamica dell’acqua a minima energia.

Il suo funzionamento non richiede fonti energetiche di alimentazione.

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